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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Nuova Stagione 2010

11 set

Riparte andreacala.tk, molto presto passeremo soto il dominio icala.it!!

 
 

Nokia, Microsoft e Nintendo criticano Apple e l'iPad

30 gen

Nokia, Microsoft e Nintendo criticano Apple e l’iPadFabiano Confuorto

Qualche ora fa vi abbiamo parlato delle critiche mosse da Nintendo nei confronti del nuovo iPad, che viene considerato come un dispositivo assolutamente non rivoluzionario, che consiste soltanto in un iPod Touch con lo schermo più grande e nessuna gradita sorpresa. Le critiche però non sono finite qui perchè anche Nokia e Microsoft hanno rilasciato dei pungenti commenti.

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Apple brevetta gli iPod alimentati automaticamente dall’energia solare.

22 gen

Stando ad un recente brevetto di Apple, gli iPod di prossima generazione potrebbero essere in grado di ricaricare la batteria in maniera del tutto autonoma, grazie all’integrazione di alcuni pannelli solari:

In particolare, alcuni pannelli avrebbero il compito di alimentare il dispositivo, altri invece quello di ricaricare la batteria.

E’ da tempo che Apple sta pensando molto all’ecologia, ed introdurre queste tecnologie sul lettore multimediale più diffuso al mondo, sarebbe sicuramente una bella mossa, anche per l’ambiente in cui viviamo. Per non rovinare il design del dispositivo, è stata pensata anche una sorta di copertura trasparente o semi-trasparente che permetterebbe di filtrare la luce ma di non lasciare i pannelli in “bella mostra”.

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"Lasciate Explorer, non è sicuro". Allarme dell'Autorità tedesca

17 gen

BERLINO – Un allarme sui pericoli dell’uso di internet Explorer è stato lanciato oggi in Germania. Secondo Spiegel online, l’edizione digitale dell’autorevole settimanale di Amburgo, il Bundesamt fuer Sicherheit in der Informationstechnik, BSI, cioè l’Autorità federale per la sicurezza nella tecnologia dell’informazione, ha avvertito che l’uso del browser più diffuso nel mondo è sconsigliabile, ed è preferibile usare browser alternativi, finché il problema non verrà risolto.

C’è un punto debole in internet explorer, avverte la fonte ufficiale tedesca citata da Spiegel online. Sarebbe una ‘fallà nella sua sicurezza che “permette di lanciare attacchi e installare programmi ostili in un computer che funziona con Windows, attraverso un codice manipolato di un sito. Le versioni di internet explorer esposte a rischio sono la 6, la 7 e la 8 sui sistemi Windows XP, Vista e 7.

m.repubblica.it

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Pallaudio e i suoi fratelli. Il cellulare aiuta i bugiardi

03 gen

ROMA – Le bugie hanno le gambe corte,sa. Ma se proprio si deve raccontare una balla a volte la tecnologia può dare una mano. E’ il caso di Pallaudio, ultima arrivata tra le applicazioni per iPhone, uno dei tanti programmi per smartphone che negli ultimi tempi sono giunti in soccorso del raccontaballe in difficoltà con il capufficio o con l’amante.Pallaudio e i suoi fratelli Il cellulare aiuta i bugiardi

Questa applicazione, infatti, permette di simulare una serie di suoni ambientali, in modo da far credere all’interlocutore di essere in un determinato posto, quando invece in realtà ci troviamo a tutt’altra parte. E’ possibile scegliere, ad esempio, tra i suoni di un aeroporto, di una stazione ferroviaria, del traffico o di un temporale. Oppure possiamo mascherare l’ambiente in cui ci si trova con la funzione “incognito”, la nostra conversazione a quel punto sarà accompagnata da uno sfondo con musica da camera.

Va detto che una applicazione simile chiamata Best CallCheater è a disposizione degli utenti Nokia e, come segnalano alcuni utenti del forum di Chinafonini.it, è presente dei default su alcuni modelli ‘made in China’, così come da tempo c’è la funzione Magic voice, una sorta di camuffatore della voce, che qualcuno teme possa essere usato per scopi illegali. Altri apparecchi, sempre provenienti da Pechino, danno la possibilità di inviare sms anonimi.

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"Cara è buio, accendi la parete". Il futuro è dei muri luminosi

01 gen

LONDRA – Si è fatto buio, è ora di accendere la parete. Tra due anni nelle nostre case potrebbero sparire lampadine e neon, sostituite da carte da parati e pitture che illuminano tutta la stanza con una luce naturale e diffusa e consumano molto meno degli attuali bulbi a basso consumo. Il governo britannico crede tanto alla possibilità di mettere sul mercato le “pareti luminose” da aver garantito alla Lomox, una start up gallese che sta sperimentando la tecnologia a diodi biologici luminosi, un finanziamento da 450mila euro.

Secondo le poche indiscrezioni che la Lomox ha lasciato trapelare sul nuovo brevetto, le pareti luminose sfrutteranno la già nota tecnologia dei diodi a emissione luminosa, ma risolvendo il problema degli alti costi di produzione e della durata del materiale. La sostanza chimica, che potrà essere applicata alle pareti sotto forma di rivestimenti trattati ad hoc o semplicemente come pittura, secondo alcuni potrà essere impiegata anche per illuminare schermi televisivi e display di computer e telefonini. Il risparmio energetico sarà eccezionale, perché il nuovo sistema di illuminazione ha bisogno di soli 3 e 5 volt di potenza, il che renderebbe sufficiente l’alimentazione con pannelli solari o batterie. Le pareti della Lomox emetteranno una luce del tutto uguale a quella solare, con tutta la gamma di colori, e la loro luminosità sarà regolata da interruttori progressivi di quelli comunemente usati per le normali lampade.

L’amministratore delegato della Lomox, Ken Lacey, ha spiegato al Times che i primi prodotti, segnali e barriere stradali soprattutto, saranno in vendita già nel 2012. “La luce è molto naturale e ha tutto il potenziale per le migliori soluzioni di arredamento”, ha detto Lacey, aggiungendo poi che il nucleo del brevetto della Lomox sta nell’aver sviluppato una nuova generazione di led ottenuti con un procedimento molto più economico e duraturo. I led della Lomox, infatti, grazie a uno speciale mix di agenti chimici non vengono intaccati dall’ossidazione, il maggiore problema per il deterioramento dei vecchi led.

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Più tecnologie e più internet ma l'Italia è ancora indietro

30 dic

ROMA – L’utilizzo di computer e di internet continua ad aumentare ma nel settore delle nuove tecnologie l’Italia è ancora indietro. E per quanto riguarda la banda larga, il gap infrastrutturale con il resto d’Europa rimane ampio, con il nostro Paese al quartultimo posto. L’indagine Multiscopo condotta dall’Istat sugli “Aspetti della vita quotidiana” fotografa una realtà a due facce. Uno dei dati più significativi è che le famiglie italiane usano di più computer e internet, soprattutto se in casa ci sono dei ragazzi al di sotto dei 18 anni. Al top restano comunque televisione e cellulari, presenti in oltre il 90% dei nuclei familiari.

Più computer, ma la più amata resta la tv. Aumenta il numero di famiglie che ha in casa un computer: dal 50,1% del 2008 al 54,3% del 2009. E sale anche la percentuale di chi ha accesso a internet: dal 42 al 47,3%. Ma nel cuore degli italiani le tecnologie più amate restano tv (ne possiede almeno una il 96,1% delle famiglie) e cellulare (90,7%), seguiti dal lettore dvd (63,3%) e dal videoregistratore (55,7%). Hanno un certo rilievo anche l’antenna parabolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).

Giovani e anziani, forte il divario. Dall’indagine, svolta a febbraio e basata su un campione di 19 mila famiglie per un totale di 48 mila individui, risulta che a guidare la carica alle nuove tecnologie sono proprio i nuclei familiari con almeno un minorenne. Per queste famiglie le percentuali di possesso di pc e internet passano rispettivamente al 79% e al 68,1%. Per i nuclei composti da sole persone con 65 anni e più, invece, le percentuali crollano al 7,7% per il possesso di un computer e al 5,9% per l’accesso al web. Si riducono, dunque, le differenze sociali ed economiche nel possesso di beni tecnologici, mentre resta un forte divario, appunto, tra anziani e giovani.

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Bus, bollette e cinema ora si pagano col cellulare

25 dic

ROMA – Usare il cellulare per pagare il caffé al bar, il giornale in edicola o la spesa al supermercato: dopo anni di promesse rinviate, numerosi operatori stanno per partire con questi servizi. “Sarà il 2010 l’anno del boom per i pagamenti mobili, perché solo a novembre è stata recepita la direttiva europea Payment Service, che li abilita. Adesso gli operatori stanno ultimando la fase di rodaggio”, dice Carlo Maria Medaglia, direttore di RfidLab presso la Sapienza di Roma (un laboratorio che studia queste tecnologie). La direttiva ha innalzato a 150 euro (da 15 euro) il limite per i pagamenti mobili e ha permesso di lanciarli anche a operatori diversi dalle banche.

Succederà quindi che “nell’immediato si diffonderanno i sistemi per gestire il conto corrente via cellulare. Nel corso del 2010 diventerà comune pagare biglietti di mezzi pubblici con il telefonino. Per ultimi, partiranno i servizi per acquistare prodotti nei negozi”, continua.
Il primo tipo di servizi già c’è ma è piuttosto circoscritto. Poste Mobile (l’operatore di Poste Italiane) permette di pagare bollette e di fare transazioni bancarie, tramite cellulare, ai correntisti Bancoposta. Finora ha gestito operazioni per 50 milioni di euro, in un anno e mezzo. I cellulari con sim dell’operatore mobile Noverca danno accesso invece a conti correnti Intesa Sanpaolo.

Poste ha un piano agguerrito per potenziare l’offerta: da fine novembre consente agli utenti di inviarsi denaro via cellulare (è utile soprattutto agli immigrati) CartaSì lancerà un servizio analogo a gennaio. Poste da qualche giorno permette di pagare anche i parcheggi, via cellulare. È possibile farlo anche con altri operatori (via sms), se ci si iscrive al servizio di Telepark. it, attivo in una 30ina di città italiane. CartaSì consente di pagare via sms vari prodotti (con addebito su carta di credito) modalità accettata anche da Sky (per i film Prima Fila) e da alcuni cinema. Telecom lancerà nel 2010 speciali sim card per pagare via sms numerosi beni e servizi, tramite un accordo con Movincom (consorzio di esercenti e gestori, tra cui Trenitalia, società di parcheggi, biglietterie).

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Gruppo di hacker iraniani pirata il sito di Twitter

20 dic

ROMA – Un gruppo iraniano, l’Iranian Cyber Army, ha piratato il sito di Twitter. Le notizie relative all’operazione non sono ancora complete, visto che Twitter sta ancora indagando. Secondo le prime informazioni, sembra che l’attacco sia stato eseguito modificando i nomi di dominio (dns) di twitter.com, in modo che la homepage venisse rediretta su una pagina in cui compariva il logo del gruppo di hackers e una bandiera verde con scritte in arabo. L’attacco, avvenuto verso le 22:00 in California (le 6 del mattino in Italia), è rimasto visibile per circa un’ora. Poi la situazione è tornata alla normalità, e il sito di microblogging ha ricominciato a funzionare.

Ecco la scritta messa in rete dai pirati, con tanto di indirizzo e-mail: “Questo sito è stato piratato dall’Iranian Cyber Army. Gli Stati Uniti credono di controllare e gestire internet con il loro accesso, ma sbagliano. Siamo noi a controllare e gestire la rete con il nostro potere, quindi non provate a provocare il popolo iraniano. Ora quale Paese è nella lista dell’embargo? L’Iran? Gli Usa?”. Poi uno “smile” e altre due parole: “Take care”, saluti. In aggiunta, alcune frasi in persiano inneggianti la Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e minacce al movimento riformista dell’Onda Verde.

Secondo quanto si apprende, il gruppo che ha rivendicato l’attacco cibernetico non è stato immediatamente riconosciuto dagli inquirenti. L’azione potrebbe essere intesa come una rappresaglia nei confonti del governo degli Stati Uniti, che durante le proteste per le elezioni iraniane era intervenuto affinché Twitter rimanesse uno strumento a disposizione dei manifestanti di Teheran. In particolare, nei giorni più caldi della protesta, l’amministrazione Obama aveva chiesto ai gestori del social network di rimandare un’operazione di manutenzione che avrebbe portato alla disattivazione momentanea del sito.

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19 dic
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